La mitica Città di Ghiaccio in Marmolada

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La Città di Ghiaccio fu realizzata dai soldati austroungarici durante la Grande Guerra scavando nelle viscere del ghiacciaio della Marmolada. Era un imponente sistema di gallerie con stanze, depositi, dormitori, cucine, persino una cappella. Lo sviluppo complessivo della Città di Ghiaccio raggiunse i 12 chilometri, arrivando ad ospitare 300 soldati.

Il sistema di teleferiche che partivano da Pian Trevisan e raggiungevano la base del Col de Bousc, con l’ultimo tratto alla Città di Ghiaccio, segnata col cerchio rosso

Per un periodo, fu addirittura illuminata dalla corrente elettrica proveniente da una centrale a vapore a Canazei. I viveri erano conservati in ghiacciaie scavate appositamente, l’acqua era fornita dallo scioglimento delle nevi. I rifornimenti arrivavano in quota trasportati da un sistema di teleferiche da Pian Trevisàn, quasi 1000 metri di dislivello più in basso.

Città di Ghiaccio: soldati al cambio di guardia attraversano una passerella su un crepaccio (per cortesia di Andrea de Bernardin)
La posizione della Città di Ghiaccio era scavata nel ghiacciaio della Marmolada, a est del Sas da les Doudes (Sasso delle Dodici)

La Città di Ghiaccio fu abbandonata dopo la disfatta dell’esercito italiano a Caporetto e il conseguente spostamento del fronte. Il presidio della Marmolada, non più strategico, fu lasciato al suo destino. La città scavata nel ghiacciaio e progettata dall’ingegnere Leo Handl, senza più manutenzione, scomparve nel giro di pochi anni stritolata e triturata dai movimenti del ghiacciaio.

Dalla Città di Ghiaccio si sviluppavano chilometri di gallerie verso Cima Marmolada e Forcella V a oltre 3000 metri di quota

In blu l’ultimo tronco di teleferica dal Col de Bousc fino alla Città di Ghiaccio: in azzurro le gallerie scavate nel ghiacciaio

Ma com’era e dov’era esattamente la città di ghiaccio? A parte le foto d’epoca e alcune planimetrie, online si trova poco, soprattutto manca una planimetria nel contesto del ghiacciaio. Ho quindi tentato, servendomi delle mappe reperite in rete, una ricostruzione utilizzando software come Google Earth, Josm, QGIS. E’ chiaramente una ipotesi, in mancanza di documenti certi: sarebbe utile cercare altre mappe d’epoca negli archivi storici di Vienna, in Austria, consultando ulteriore cartografia, magari più dettagliata di quella che si trova in rete.

Tuttavia, incrociando varie fonti, foto d’epoca, mappe, ortofoto, foto satellitari e altre notizie, ritengo di aver realizzato una ipotesi plausibile. A conforto di ciò, ho chiesto un autorevolissimo parere a Michael Wachtler che, con Andrea de Bernardin, è l’autore del bellissimo libro “La Città di Ghiaccio“, ed è quindi tra i massimi esperti in materia. Gli ho mandato alcune immagini dei render fatti col software QGIS, ed ecco la sua risposta: .

Che bel lavoro che hai fatto! Sicuramente è la ricostruzione più attendibile che sia mai stata fatta.
Complimenti, Michael

Ecco dunque la ricostruzione di come doveva essere la Città di Ghiaccio. Anche l’estensione del ghiacciaio, più esteso durante la Guerra rispetto ad oggi, è stata rimodellata con l’aiuto delle mappe e delle foto d’epoca.

La disposizione delle gallerie della Città di Ghiaccio dove erano ricoverati i soldati, in azzurro tunnel nel ghiaccio che si inerpicavano fino a oltre 3000 metri, nei pressi di Punta Rocca e verso Forcella V

Qui un articolo più approfondito sulla Città di Ghiaccio

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