Nel corso delle mie esplorazioni fluviali sull’Avisio, durate tre anni, ho scoperto un modo rurale affascinante che purtroppo sta lentamente scomparendo. Il mutamento socio economico della popolazione, specialmente nell’ultimo mezzo secolo, ha innescato un lento ma inesorabile abbandono delle attività legate al fiume (segherie, mulini, fornaci eccetera). Le alluvioni che si sono succedute ciclicamente hanno dato il colpo di grazia a un modello di vita rurale ormai insostenibile.

Oggi sui ripidi versanti della Val di Cembra restano decine di masi e frazioni sperduti, spesso in rovina, addirittura tre paesi fantasma come Maso, Ischiazza, Maso Rella, i cui ruderi sono ormai inghiottiti dalla vegetazione. Resta soprattutto un incredibile, ciclopico e secolare lavoro di terrazzamento coi famosi “muretti a secco”, che hanno letteralmente modellato il territorio e il paesaggio.